Editore: Einaudi – 2019 163 pp. (12 €)

Mia sorella. Come un fiore improbabile, cresciuto su un piccolo grumo di terra attaccato alla roccia. Da lei ho appreso la resistenza. Ora ci somigliano meno nei tratti, ma è lo stesso il senso che troviamo in questo essere gettate nel mondo. Nella complicità ci siamo salvate.

Donatella Di Pietrantonio è una dentista pediatrica abruzzese. Esordisce con Mia madre è un fiume nel 2011 e poi scrive Bella mia nel 2013. Con L’arminuta vince il Premio Campiello 2017.

È la storia di una ragazza di tredici anni abbandonata da quelli che credeva fossero i suoi genitori, una famiglia piena di amore e agi, ai genitori naturali, senza arte né parte, poveri e ignoranti.

La protagonista si ritrova a dover cambiare completamente vita, ad avere una sorella e dei fratelli, a provare i primi sentimenti d’amore e di appartenenza nelle persone e nei luoghi più impensabili.

Insieme a lei non comprendi il perché dell’abbandono, ti arrabbi, soffri, ma poi, esattamente come lei, impari ad amare e combattere per questa nuova vita.

Molto interessante il rapporto con la sorella minore: dall’essere agli antipodi diventeranno inseparabili e impareranno a volersi bene profondamente, a spalleggiarsi in ogni situazione.

Con la madre naturale, invece, la relazione non riesce a decollare, ad andare oltre un certo limite. La ragazza sente ancora molto forti dentro di lei l’affetto e le cure della madre adottiva, e non riesce a lasciarsi andare. Molto lentamente, col tempo, qualcosa cambierà.

Nella lettura mi sono sentita a casa, anche grazie al dialetto abruzzese nei dialoghi. L’autrice ha una scrittura asciutta, diretta e a volte spigolosa, ma si intravedono lampi di luce.

L’unica neo del romanzo, se così si può chiamare, è che vorresti non finisse mai. Cerchi tra le parole altre parole che magari ti sono sfuggite, leggi e rileggi la stessa frase per assaporare bene il momento.

Questo libro è la ricerca delle proprie origini, l’accettazione dell’abbandono, la consapevolezza di dover trovare un proprio posto nel mondo e la voglia di provarci.

Una storia forte, che colpisce dritta nel petto. Non può non essere letta.

Alicedicarta

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