Editore: Adelphi – 2013 – 287 pp. (12 €)

Il potere della sopravvivenza, della volontà di sopravvivere, e di sopravvivere come individuo unico e inalienabile, è il più forte in assoluto del nostro essere: più forte di qualsiasi impulso, più forte della malattia.

Oliver Sacks, professore di neurologia alla Columbia University di New York, è ricordato soprattutto per l’opera Risvegli del 1987, da cui è stato tratto l’omonimo film con Robin Williams e Robert De Niro.

Anche ne L’uomo che scambió sua moglie per un cappello Sacks mette insieme una parte della sua esperienza medica: è una raccolta di casi clinici del neurologo che classificati in quattro macrogruppi, in base alla loro caratteristica predominante, più che deficit: perdite, eccessi, trasporti, il mondo dei semplici. Sarebbe però totalmente riduttivo limitarsi a dire questo.

Sacks vuole entrare nel mondo dei suoi pazienti, vuole scoprire la loro anima, e per farlo il suo sguardo non è quello di un medico specializzato, ma quello di un uomo: un uomo che vuole guardarli per una volta come persone, con le loro storie e debolezze, ma soprattutto con le loro passioni, punti di forza, talenti.

C’è un’umanità in ciò che racconta e che fa per loro che mi ha sorpreso, emozionato e fatto riflettere.

Ad esempio, chi stabilisce che cos’è la normalità? Perché le persone con dei deficit mentali o fisici vengono ghettizzati o considerati non degni di una vita normale? Forse non abbiamo tutti noi un qualche tipo di deficit?

Questo libro lancia un messaggio importante, riesce a farti osservare molte cose da un altro punto di vista, a mettere in discussione i tuoi preconcetti, i tuoi limiti. Molto più profondi e radicati di quello che immaginiamo.

Certo, il testo è pieno anche di termini medici e neurologici che a volte rendono difficoltosa e non fluida la lettura ai non addetti, ma in special modo l’ultima parte, quella de Il mondo dei semplici è senza dubbio commovente, tenera, bellissima, schietta. E io, spesso, mi sono sentita piccola così.

Se vuoi scoprire un mondo diverso, che spesso per la paura di ciò che non conosciamo, intrinseca in ognuno di noi, ci rifiutiamo di vedere, questo è il libro giusto.

Alicedicarta

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