Editore: Tempra Edizioni – 2019 – 78 pp. (12 €)

Spesso la descrizione della realtà non lascia spazio all’immaginazione o all’idea di un futuro edificabile, la paura prende il sopravvento, tormenta seminando l’ansia, rendendo fragili e invisibili. Vivere alla giornata sembra essere l’unica rivoluzione da condurre perché il futuro è già presente…

Marianna Iannarone è di Ariano Irpino. Esordisce nel 2016 con la silloge poetica Viandante e il romanzo La voce che non conosci. Ha partecipato a numerosi premi letterari e curato diverse antologie. Attualmente è direttrice editoriale della casa editrice indipendente Tempra Edizioni.

Futuro Edificabile è un romanzo profondamente attuale, che racconta la storia di due trentenni, Gaia e Claudio, innamorati l’uno dell’altro ma ancora costretti a “fare i fidanzati” e a non poter permettersi di iniziare a costruire il loro futuro insieme, per via della precarietà lavorativa che li attanaglia.

Orbita intorno a loro una cerchia molto eterogenea di amici, ognuno con la propria personalità e ognuno alle prese, a seconda dei casi, con problemi di cuore, incertezze economiche e amicizie o addirittura vite da costruire o ricostruire, come qualsiasi ragazzo della loro età.

Ci sarà occasione o volontà di una svolta per loro? Non svelo altro, lo sapete. Quello che posso dire è che non potrete non immedesimarvi nelle storie di almeno uno dei personaggi, anche perché i temi trattati sono davvero contemporanei.

Parlo, ad esempio, della presenza imperante nella loro vita dei social network, che a volte crea, come si sa, discussioni e incomprensioni, oppure delle difficoltà economiche e lavorative di molti di loro, che non riescono ad affermarsi e a realizzarsi in ciò che desiderano, o ancora la politica che, grazie alla protagonista, mostra i suoi risvolti corrotti, ambigui e meschini.

Interessanti anche i rapporti d’amicizia e interpersonali fra alcuni dei personaggi, che forse, però, potevano essere sviscerati maggiormente, giusto per placare la sete del lettore con maggiori particolari. Anche alcune tematiche vengono fuori per brevi lampi e spesso sono rimasta, per così dire, a secco.

Ho trovato originale, invece, il fatto di concludere quasi ogni capitolo con un messaggio telefonico della protagonista a qualcuno di ogni volta diverso e soprattutto amato le pagine in cui Gaia passeggia sulla riva del mare in balia delle sue riflessioni.

Mi sono poi completamente immedesimata nella visione che la protagonista ha dell’amore, il fatto di averlo cercato invano fino all’arrivo di Claudio, la sua convinzione sugli uomini e il ricredersi poi. Mi è sembrata una ragazza normale, vera, non un personaggio di un libro. Quasi un’amica.

La scrittura della Iannarone poi è ben costruita, sembra che ogni parola sia stata messa lì con cura. Si intravede spesso la vena poetica della scrittrice, ma non dispiace. Forse solo qualche dialogo poteva essere più informale.

Insomma un romanzo breve ma degno assolutamente, per tutti i motivi citati, di essere letto. Va gustata ogni parola: io spesso ho riletto dei passi per assaporarne appieno la bellezza e il contenuto. Un gioiellino.

Alicedicarta

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