“La difficoltà dell’essere è solo l’interminabile ricerca di esso.”

Fine ‘600, inizi ‘700. Francia e Inghilterra. Bayle e Juliette. Ragione e sentimento. Silenzio e parole. Realtà e finzione. Cristianesimo e Riforma Protestante. Amore manifesto e amore represso. Queste sono solo alcune delle dicotomie presenti nel romanzo storico Bayle. La difficoltà dell’essere, donatomi gentilmente dall’autrice Caterina Schiariti.

Si tratta di un romanzo epistolare tra il filosofo Pierre Bayle, realmente vissuto tra il 600 e il 700, e Juliette, delicato e forte personaggio inventato che gli farà da contraltare. Tra fatti storici, religiosi e politici della Francia di Luigi XIV incastonati fra le righe, frutto dell’enorme fatica della scrittrice (nonché ricercatrice e storica dell’età moderna), i protagonisti affidano alle pagine di una lettera tutte le loro inquietudini d’animo: quelle del tempo che stanno vivendo e che spesso li fa traballare, e quelle di un sentimento difficile da confessare. Alla fine del carteggio avverrà un disvelamento delle loro emozioni oppure no? Di certo assistiamo ad un colpo di scena inaspettato, a tal punto da sembrare reale.

Insomma un libro un po’ manicheo, intriso di sofferenza, di cose non dette, di mistero. Un libro in cui fatti e persone reali vengono vissuti e rivissuti dall’autrice attraverso la sua stessa anima. Un libro vero, fatto di vere emozioni impersonificate nei due protagonisti, che per quanto mi riguarda diventano piccoli piccoli rispetto alle profonde riflessioni e disquisizioni filosofiche a cui danno voce.

È strano, ma ho avuto nello stesso tempo la sensazione di non conoscere affatto i personaggi e di comprendere perfettamente tutto ciò che è custodito nella loro anima. Non sappiamo chi sono veramente ma cosa provano si, fin nelle viscere.

Indubbiamente il linguaggio utilizzato è quello del tempo in cui è ambientato il romanzo, e forse per questo a volte può risultare ostico, o comunque non proprio di facile lettura e scorrevolezza.

Ma è proprio qui che voglio soffermarmi. Tutto questo non può che meritare un’ulteriore menzione positiva alla scrittrice.

Immaginate il lavoro che c’è stato dietro, non solo nella trama che fa da sfondo storico, ma anche nello stile e nelle idee messi in campo. Tutto ciò non fa che rendere profondamente reale l’atmosfera che viviamo: davvero vien da chiedere se non siano fonti storiche attendibili quelle che ci vengono presentate come una semplice prova d’invenzione.

Senza contare le sedute gratis di psicanalisi che ho fatto grazie a questo libro. Una fucina infinita di riflessioni che hanno scatenano uno tsunami dentro di me. Ho sottolineato quasi tutto e quasi tutto avrei voluto condividere con voi.

Ma le mie parole, per quanto mi sforzi, non riescono a descrivere la sensazione che ho avuto di trovarmi di fronte a qualcosa di veramente prezioso, unico, di alto livello che è questo libro. Le parole a volte non riescono a contenere la vita, le emozioni, la realtà. Leggetelo, credetemi, e preparatevi ad un viaggio nel tempo, al viaggio di Bayle, Juliette e… Caterina.

Alicedicarta

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